Bollette mai arrivate, cosa deve fare il consumatore?

Le bollette, si sa, sono sempre al centro di un ventaglio infinito di problemi. Uno di questi è sicuramente l’iter che la bolletta deve fare dall’azienda erogatrice al consumatore e non è raro (purtroppo) che queste bollette non vengano mai recapitate o spariscano nel nulla. Spesso, in questi casi, la colpa ricade sull’azienda fornitrice, la quale effettua il cosiddetto blocco di fatturazione.
In questi casi è corretto e previdente aver bloccato il RID, in modo tale che al momento dell’emissione della fattura o delle singole fatture relative ai periodi pregressi, il consumatore possa richiedere una rateizzazione senza interessi. Ricordiamo, infatti, che le rate concesse, devono essere, almeno, pari al numero delle fatture non emesse.
In questi casi, considerando che il disservizio è stato creato dal fornitore e che il cliente, oltre a questa rateizzazione, dovrà pagare anche le normali fatture periodiche, una volta ripresa la regolare fatturazione, il fornitore potrebbe (e dovrebbe) riconoscere qualche rata in più, così che i vari pagamenti dell’utenza, non gravino eccessivamente sul bilancio familiare, in sostanza spalmare le rate su un lungo periodo relativamente a basso costo, così da non trovarsi poche rate ma eccessivamente elevate.
Un discorso però che pende, nonostante gli errori commessi dall’azienda, prevalentemente a favore della stessa, dato che gli indennizzi, purtroppo, sono poca cosa: 20 euro, per ritardi fino a 45 giorni; 40 euro per ritardi fino a 90 giorni; 60 euro per ritardi superiori a 90 giorni.