Basta test sugli animali, l’Europa chiede lo stop.

L’argomento dei test scientifici sugli animali è una discussione che si trascina ormai da tempo, fra chi li ritiene necessari e chi li considera una crudeltà inutile. Potrebbe arrivare l’epilogo di questa eterna battaglia fra gli schieramenti, dato che una risoluzione del parlamento europeo a Strasburgo ha proposto l’uso di test scientifici sugli animali solo nei casi più necessari. Una risoluzione votata a stragrande maggioranza,in cui si invitano Commissione e Stati membri ad accelerare la transizione verso un sistema di ricerca che non utilizzi animali. I deputati chiedono un piano d’azione a livello dell’Ue con obiettivi ambiziosi e realizzabili, nonché scadenze per l’eliminazione graduale dell’uso degli animali nella ricerca e nella sperimentazione. Vedono ciò possibile riducendo, perfezionando e sostituendo le procedure sugli animali vivi per scopi scientifici, non appena scientificamente possibile e senza abbassare il livello di protezione della salute umana e dell’ambiente.
Il Parlamento propone di mettere a disposizione finanziamenti sufficienti a medio e lungo termine per garantire lo sviluppo, la convalida e l’introduzione rapidi di metodi di sperimentazione alternativi, anche attraverso maggiori finanziamenti nell’ambito di Orizzonte Europa, il fondo Ue a sostegno della ricerca. I deputati affermano inoltre che scienziati, ricercatori e tecnici devono essere formati all’utilizzo di modelli avanzati non animali e alla condivisione delle migliori pratiche.
Il Parlamento riconosce che i precedenti test sugli animali hanno contribuito alla ricerca e ai progressi medici, nonché a vaccini sicuri, compresi i vaccini Covid-19, e che ci sono casi in cui sono ancora necessari esperimenti sugli animali per ottenere informazioni scientifiche su alcune malattie a causa dell’attuale indisponibilità di metodi non animali. Sottolineano, tuttavia, che questi regimi di test devono aver luogo solo laddove le condizioni sono ottimizzate per ridurre al minimo il dolore, l’angoscia e la sofferenza e proteggere il benessere degli animali interessati.
Insomma si potrebbe finalmente arrivare a una soluzione che metta d’accordo tutte le parti in causa.