Bonus 110%: inutile se i materiali e la manodopera superano i rimborsi.

Dopo un’iniziale diffidenza, il bonus 110% per il rinnovo dei condomini e delle abitazioni ha finalmente convinto gli italiani. Forse troppo.
Data la richiesta, la domanda per i lavori ha effettivamente superato la disponibilità, sia di materiali che di personale. Idraulici, elettricisti e posatori sono fra le figure più ricercate. Accanto a un allarme generalizzato per il prezzo dei materiali, si profila sempre più marcato anche un rincaro dei costi delle lavorazioni, assecondato dal meccanismo della cessione del credito o dello sconto in fattura, che porta i prezzi persino a raddoppiare.
Il problema, di per sé, non è il 110% (e gli interventi che copre, soggetti a prezzari e prerequisiti abbastanza stringenti), quanto piuttosto tutti i lavori corollari come il rifacimento delle facciate, lavori singoli o manutenzioni straordinarie che, non essendo soggette a verifiche di congruità, ovvero nessuno controlla se il prezzo è troppo alto o troppo basso, stanno diventando un vero far west per i consumatori. Questo, fra l’aumento dei prezzi fatto dai lavoratori e l’aumento (questo “fisiologico”) del prezzo dei materiali, fa sì che, in moltissimi casi, il gioco non valga la candela e si finisca con lo spendere più soldi per i lavori di quanti ne ritornino indietro con la cessione del credito o il rimborso.
Occorre che tutte queste lavorazioni edilizie, per il bene dei cittadini consumatori, vengano controllate con accurate verifiche di congruità: troppo spesso i cittadini si lamentano di venire truffati, di pagare spese esorbitanti e di ricevere danni da lavori che “tecnicamente” erano svolti al meglio. Ricordiamo che il consumatore, in questi casi, è tutelato e non deve temere di rivolgersi alle associazioni dei consumatori per dirimere eventuali questioni o problemi che potrebbero insorgere.