Decreto sostegni: ecco il tanto atteso condono fiscale e le novità sulle scadenze.

Sono due gli interventi (dal punto di vista fiscale) che erano attesi da tantissimi consumatori. Il primo è stato il pomo della discordia che ha fatto rallentare l’uscita del decreto, stiamo parlando, ovviamente della cosiddetta “Pace fiscale”, mentre il decreto mette mano anche alle scadenze fiscali, dopo l’iniziale caos scatenato dallo scadere delle precedenti in concomitanza con la caduta del Conte bis. Ma iniziamo con il condono fiscale: di cosa si tratta?
In breve tutte le cartelle, ancora da pagare e i carichi pendenti sotto i 5000 euro, verranno cancellati. Per la rottamazione è stato inserito un limite di reddito di 30 mila euro per l’anno fiscale 2019 per i contribuenti morosi. Questo limite è stato introdotto per non aprire le porte del condono ai più abbienti, cercando quindi di venire incontro alle difficoltà di chi non può certo permettersi in questo momento di pagare le rate di una rottamazione graduale. Tuttavia una simulazione condotta dal Fisco su un campione di 3 milioni di persone con vecchi debiti iscritti al ruolo, ha mostrato che con quel valore massimo di reddito verrebbe escluso solo il 17% dei contribuenti potenzialmente interessati.
Di 3 milioni di debitori ipotetici, 2,49 avrebbero avuto comunque accesso alla pace fiscale, e l’operazione reale riguarda molti più cittadini. Le misure inserite nel decreto infatti, cancellano un totale di 16 milioni di cartelle, comprensive di interessi e sanzioni, per gli anni che vanno dal 2000 al 2015 (non più 2015 come preventivato fino alla settimana scorsa). Anticipando il periodo di cinque anni, infatti, il raggio d’azione della nuova pace fiscale viene ristretto drasticamente, lasciando fuori il 74% delle cartelle inizialmente previste. In pratica lo Stato cerca di alleggerire l’agenzia delle Entrate dal riscuotere quelle cartelle che non possono più essere riscosse, pur volendo.
Bisogna considerare anche il fatto (più volte ventilato dai detrattori) che dovrebbero essere stralciati anche i debiti superiori a 5 mila euro se divisi in più ruoli, ad esempio nei casi in cui un contribuente non abbia pagato più imposte contemporaneamente. Non dovrebbero in nessun caso entrare nella manovra multe e sanzioni per condanne penali, danni erariali e i recuperi di aiuti di Stato.
Per sapere con più certezza quali ruoli entreranno effettivamente a fare parte del condono previsto dal governo Draghi bisogna aspettare il decreto attuativo. Chi ha un debito con l’Agenzia delle Entrate può tuttavia sfruttare lo stop alla riscossione, che è stato ulteriormente oltre il 30 aprile, data del termine generale già previsto.
Ma non è tutto, nel corposo decreto infatti, cambiano le scadenze e si modifica il calendario fiscale per cittadini, professionisti e imprese, partiamo subito con la più attesa: fino al 30 aprile restano sospese le notifiche di nuovi atti ed i versamenti. Non arriveranno nuove notifiche per un mese dunque, ma non finiscono qui le notizie per i cittadini.
C’è infatti anche una proroga per le rate della “Rottamazione TER” e del Saldo&Stralcio relative, in questo caso al 2020 e al 2021, riassunto qui per comodità nelle due slide:
In particolare, slitta al 31 di luglio il pagamento delle quattro rate del 2020 che l’ultima proroga aveva spostato al primo marzo. Invece, le rate del 1° e 31 marzo, 31 maggio e 31 luglio 2021 possono essere versate entro il 30 novembre prossimo. È previsto un margine di tolleranza di cinque giorni sia per le rate del 2020 sia per quelle dell’anno in corso.
sono presenti inoltre altre novità relative al blocco dei pignoramenti
e la sospensione delle verifiche di inadempienza
Questo articolo è stato “Realizzato con fondi Ministero Sviluppo Economico. Riparto 2020”