ECOBONUS SU MOTO E SCOOTER, UN GRADITO RITORNO

La legge di Bilancio dell’anno appena trascorso, ha disposto il piano di incentivi per tutto il quinquennio 2021/2026 per quanto concerne l’acquisto di cicli e motocicli: alle ore 10 di stamane, a tal proposito, la piattaforma del MISE riapre alle domande di richiesta di incentivi statali per l’acquisto di mezzi motorizzati, a due ruote, ma soprattutto green.
Il piano vigente infatti, oltre a stanziare una cifra di 20 milioni di euro circa totali per i cittadini e i consumatori, è rivolto a tutti coloro che hanno intenzione di acquistare un veicolo NUOVO, a patto che risulti full-electric o ibrido e facente parte delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e. A costoro, sarà calcolato un incentivo in percentuale (a partire dal costo del mezzo stesso, ovviamente), che non potrà superare il 30% del prezzo del mezzo ecologico, se non in un caso specifico: quello dell’acquisto con rottamazione di mezzo proprio.
In questo caso, infatti, la percentuale può salire al 40%. Anche il massimale di spesa è oggetto della stessa variazione: senza rottamazione, l’incentivo non potrà mai superare i 3000 euro iva inclusa, mentre in caso contrario il valore può arrivare a 4000 euro. Attenzione però: il veicolo da smaltire deve far parte della categoria L, e avere classe di omologazione non superiore all’Euro 3.
Fatte salve queste premesse, l’accesso all’ecobonus è molto semplice: sono direttamente (ed esclusivamente) i rivenditori a distribuirlo ai consumatori.
Sarà loro cura, quindi, registrarsi sull’apposita piattaforma governativa, prenotare l’incentivo relativo il singolo veicolo in vendita, e riconoscere lo sconto al cliente (ove i fondi non siano esauriti), completando l’operazione entro 180 giorni dalla prenotazione tramite comunicazione del numero di targa del nuovo mezzo immatricolato.
L’importo non fatturato verrà a sua volta rimborsato al rivenditore dalla casa costruttrice, che in ultima istanza recupererà quanto erogato dallo Stato, sotto forma di credito di imposta.
Il provvedimento, ancora una volta, mira all’implementazione del mercato dei trasporti ecologici: una mobilità più green, a emissioni il più possibile vicine allo 0, è l’unica strada che dobbiamo percorrere.