KINDER, SORPRESA… SGRADITA. TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SUL “CASO SALMONELLA”

Vicenda particolarmente incresciosa, quella che ha per oggetto in queste ultime ore il colosso Ferrero ma soprattutto l’enorme platea di consumatori che, complice il periodo pasquale, fa man bassa dei prodotti dolciari targati Kinder.
Alcuni lotti dei celeberrimi ovetti con sorpresa, infatti, erano stati ritirati, nei giorni scorsi, dagli scaffali di diversi paesi Europei (nello specifico Belgio, Francia, Irlanda e, in misura minore, Germania Svezia e Olanda) per un presunto collegamento con l’oltre centinaio di casi di salmonella registrati quasi contemporaneamente dalle autorità sanitarie del continente. Sono state poi quelle britanniche, nello specifico, a verificare tale ipotesi individuando nello stabilimento Kinder di Arlon, Belgio, il focolaio dell’infezione.
Le indagini stanno ovviamente proseguendo, ma la Ferrero ha già provveduto a ritirare, in via precauzionale, tutti i prodotti a marchio Kinder consegnati alla grande distribuzione intorno al 9 aprile.
Fortunatamente per l’Italia, invece, non sono stati registrati casi di contaminazione dal batterio Salmonella Typhimurium, ma il sistema di prevenzione nazionale si è già messo in moto, di concerto con la casa madre dei prodotti dolciari. In particolare, sono state adottate le seguenti misure:
- Richiamo e ritiro del prodotto “KINDER GRAN SORPRESA T6 – PULCINI (tutti i lotti fino al L098L e termini minimi di conservazione fino al 21/08 di quest’anno);
- Richiamo e ritiro del prodotto “KINDER SORPRESA MAXI 100G – serie PUFFI e serie MIRACULOUS” (tutti i lotti fino al L098L e termini minimi di conservazione fino al 21/08 di quest’anno);
- Richiamo e ritiro delle confezioni di “KINDER SCHOKO-BONS” da 46 grammi e 125 grammi con termine minimo di conservazione al 19/11/2022.
Cosa è buona norma fare, in questi casi?
Il buon senso (e non solo) impone al consumatore innanzitutto di controllare le proprie dispense: verificare che i prodotti Kinder in vostro possesso NON ABBIANO LE CARATTERISTICHE poc’anzi descritte è doveroso ed urgente.
Qualora questa vicenda non coinvolga direttamente il nostro nucleo familiare, è bene non solo diffondere la notizia il più possibile, ma soprattutto attenersi alle indicazioni, in tal proposito, del Ministero: l’esortazione è non acquistare né consumare il prodotto.
Qualora, invece, siate uno dei consumatori in possesso di uno o più dei dolcetti descritti, le nostre opzioni sono sostanzialmente due. La prima è tentare di prendere contatto, per ricevere istruzioni, con il servizio Consumatori Ferrero, al numero 800 90 96 90. Come facilmente immaginabile, però, prendere la linea in questi giorni è oltremodo difficile.
Va da sé che la soluzione più immediata per gli acquirenti sia quella di restituire al punto vendita le confezioni di cioccolato sospette.
Possedere ancora lo scontrino renderà il ritiro pressoché immediato e si potrà decidere se sostituirlo con altri di egual valore oppure riavere i soldi (le policy, in questo caso, variano da punto vendita a punto vendita). In caso contrario NESSUN PROBLEMA: basterà controllare il numero del lotto di produzione (nello specifico sono TUTTI I LOTTI FINO AL NUMERO “L098L”) per verificare se si ha diritto o meno ad essere rimborsati, tenendo presente che in caso di allerte alimentari è molto facile che i commercianti preferiscano non rischiare conseguenze ulteriori sulla salute pubblica e facilmente si renderanno disponibili.