Newsletter_25 del 13.09.2017

13 Settembre 2017
in | Azione 6 | Progetto 2017
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Anche il CEO di JP Morgan Chase contro i Bitcoin: “Sono un truffa”
Tempi duri per la criptovaluta più conosciuta: dopo il provvedimento con il quale la Cina ha vietato le ICO e sta valutando di limitare anche le transazioni con criptomonete, arriva il pesante giudizio espresso sui Bitcoin dal CEO di JPMorgan Chase, società leader nei servizi finanziari globali. Jamie Dimon non utilizza mezzi termini nell’ambito della conferenza Delivering Alpha: I Bitcoin sono una truffa. Non è una cosa reale, alla fine verrà chiusa.
Il CEO non vuole lanciare un allarme per spingere gli acquirenti di Bitcoin a liberarsene ed a tal proposito porta l’esempio della figlia che ha visto triplicare il valore dei Bitcoin nel corso dell’anno:
“Non sto dicendo di andare a vendere 100.000 dollari di Bitcoin prima che perdano valore. Questo non è un consiglio su cosa fare. Mia figlia ha acquistato bitcoin, sono saliti e ora crede di essere un genio”.
Al tempo stesso, Dimon mette in guardia sui possibili rischi legati a quella che potrebbe rivelarsi come una nuova bolla speculativa pronta ad esplodere – e per farlo cita una storica bolla finanziaria:
“E’ peggio dei bulbi di tulipano (La bolla dei bulbi di tulipano del 1637 viene identificata come la prima grande crisi finanziaria determinata dall’impiego di strumenti finanziari con finalità speculative). Non finirà bene. Qualcuno sta per essere eliminato. Le valute hanno un supporto legale. Esploderà.”
Il CEO ha rincarato la dose, aggiungendo che non esiterebbe un attimo a licenziare un suo dipendente che effettua transazioni in Bitcoin per due motivi: perché è contrario alle nostre regole e perché sono stupidi. I commenti del numero uno di JPMorgan Chase devono essere contestualizzati nell’ambito di un atteggiamento sempre meno ostile nei confronti dei Bitcoin da parte di alcuni personaggi di spicco dell’ambiente finanziario di Wall Street.
“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”