ORA IL BULLISMO SI COMBATTE ANCHE VIA APP

Il fenomeno del bullismo rappresenta uno dei problemi sociali più comuni, ai nostri giorni, ma soprattutto più radicato. La città di Bologna è al momento una di quelle maggiormente attenta al fenomeno delle baby gang (sono, in questi primi giorni di febbraio 2022, indagati trenta ragazzini tredicenni che da mesi imperversavano in zona Savena), ma lo spaccato del capoluogo emiliano non è che un microcosmo molto rappresentativo della situazione nazionale.
I dati raccolti per la Giornata Nazionale contro bullismo e Cyberbullismo (che ricade il 6 febbraio), fanno infatti emergere un dato inquietante: quasi un adolescente su due è vittima (o lo è stata) di discriminazioni, violenze, denigrazioni, bodyshaming, incitazione al suicidio, o ancora offese a causa di orientamento sessuale, religione o etnia. E le percentuali aumentano in maniera preoccupante se riportati al mondo del web.
Come arrestare questa ondata di odio e violenza giovanili non è certo materia semplice. Istituzioni, famiglie, scuole, devono essere in prima linea e cercano di fare il possibile, ma con un fenomeno “sotterraneo” come quello del bullismo non sempre è possibile far rispettare le normative a riguardo vigenti (parliamo, nella fattispecie, della legge 71/2017, “Disposizione a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del [cyber]bullismo”) e soprattutto difendere le vittime di tali comportamenti devianti.
Fatti salvi i casi (piuttosto isolati, ancora, per quanto degni di nota) in cui alcuni istituti si sono dotati di regolamenti ad hoc per bulli e cyberbulli, al momento una soluzione piuttosto concreta potrebbe essere rappresentata da Convy School.
Parliamo di un app telefonica, che deve il suo nome al progetto stesso che l’ha studiata e implementata, e che potrebbe finalmente fornire alle nostre scuole uno strumento per contrastare efficacemente la violenza e le denigrazioni fra coetanei, che spesso sono perpetrate durante le lezioni e fra le mura degli istituti.
Al progetto hanno aderito oltre 400 fra medie, licei e simili, principalmente di regioni del Sud (dove il problema sembra essere più radicato), ma già si stanno moltiplicando le richieste di adesione.
Il funzionamento dell’App è molto semplice: come fosse un “whatsapp” qualsiasi, Convy darà la possibilità di effettuare comunicazioni “a scomparsa”: nessuna traccia del messaggio resterà in memoria del mittente.
Il ricevente? La scuola stessa (ovviamente aderente al progetto), che avrà modo e tempo di recepire la richiesta di aiuto ed intervenire con i dovuti accorgimenti, nel totale anonimato rispetto la segnalazione. Un mezzo, quindi, dal funzionamento semplice, smart, e a portata di “Generazione – Z”, e che potrebbe dissuadere anche quegli adolescenti che non vogliono (o non possono, spesso loro malgrado) comunicare il proprio bisogno di protezione nemmeno ai propri cari.
Che la lotta al bullismo, in tutte le sue forme, sia una priorità della nostra società appare dunque lampante. Oltre al lodevole progetto Convy school infatti, il governo ha inserito fra gli emendamenti della manovra condivisa da tutta la maggioranza, il finanziamento del Fondo per la Lotta al cyber bullismo. 2 milioni di Euro sono già stati messi a disposizione, e stanziamento e utilizzo saranno (per ora) limitati al 2022.