Telemedicina, i grandi passi in avanti

Che la digitalizzazione stia facendo passi enormi nel paese è cosa nota, fra i vari aspetti che vengono innovati e portati al passo con il resto dell’europa continentale, la medicina è quella che nell’ultimo periodo (insieme alla PA) ha avuto un impulso maggiore, spinta dall’emergenza pandemica. Lo vediamo tutti i giorni anche solo con le prenotazioni e gli esami accessibili dal fascicolo sanitario on-line.
La pandemia ha infatti accelerato il percorso di digitalizzazione della sanità, rendendo concrete delle prestazioni e dei servizi da remoto che fino a un anno fa erano considerati futuribili. Durante il periodo pandemico, i servizi digitali si sono dimostrati uno strumento essenziale per garantire la qualità della presa in carico e la tempestività dell’assistenza, favorendo l’azione sinergica tra professionisti sanitari con differenti specializzazioni e sviluppando l’assistenza domiciliare integrata. Tuttavia, se da un lato le Istituzioni hanno permesso il più velocemente possibile alle strutture e al personale sanitario di servirsi delle tecnologie necessarie per prendersi cura dei pazienti più fragili anche a distanza, dall’altro lato la necessità di affrontare tempestivamente e in emergenza le sfide poste dalla pandemia ha prodotto l’affermarsi di norme, pratiche e prestazioni poco coordinate tra le singole Regioni, producendo involontariamente iniquità e diseguaglianze difficili da contrastare in assenza di provvedimenti quadro.
Come emerso da un recente studio di Netcomm volto a sondare l’apertura dei cittadini alla digitalizzazione sanitaria all’interno di un campione rappresentato da utenti internet che hanno acquistato almeno un prodotto farmaceutico o per la salute negli ultimi 12 mesi, il 62% ha dichiarato di aver prenotato online visite e altre prestazioni sanitarie, il 32% ha utilizzato app per gestire alcuni aspetti legati alla salute e ai percorsi sanitari, il 29% ha interagito tramite chat con uno specialista e il 22% ha effettuato un consulto sanitario online. Inoltre, la maggioranza degli intervistati ritiene che le applicazioni e le interfacce digitali porteranno a un miglioramento sia delle relazioni tra paziente e strutture sanitarie in termini di semplicità e velocità, sia della qualità dei servizi e delle prestazioni mediche offerte dalle strutture sanitarie.
A fronte di questo, sono state presentate alla Camera dei Deputati le quattro proposte in materia di telemedicina identificate dal Gruppo di Lavoro “Digital Health e Pharma” di Netcomm, guidato da Humanitas, Medtronic e MSD per permettere alla Sanità italiana di cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione ed evolversi verso un sistema a valore aggiunto per i cittadini e per gli operatori della salute. Secondo la visione del Gruppo, si tratta di quattro snodi fondamentali per valorizzare gli investimenti in telemedicina attualmente previsti dal PNRR, garantendo ai cittadini la possibilità di accedere alle migliori cure disponibili e al personale sanitario di usufruire dei supporti digitali per poter svolgere la propria attività in maniera sempre più efficace.